lunedì 3 ottobre 2011

Il denaro-debito: la più grave piaga sociale contemporanea

Oggi la MONETA nasce di proprietà della banca che la emette prestandola. Noi vogliamo che nasca di PROPRIETA’ dei CITTADINI attraverso la restituzione agli STATI della SOVRANITA’ MONETARIA (G. Auriti)
 
Vi siete chiesti come mai non solo i nostri politici ma i politici di tutto il mondo civile non sono in grado ormai da un paio di secoli di risolvere alcuni gravi problemi economico-sociali quali debito pubblico, tasse esose, indebitamento di aziende e cittadini, perdita del potere di acquisto degli stipendi, sperequazione sociale, cronica ed artificale instabilita' economica? Vi siete mai chiesti come mai, malgrado la disponibilita' di enormi risorse umane, materiali e tecnologiche, Stati e cittadini sono indebitati e sempre piu' poveri mentre le banche sono sempre piu' ricche? Per rispondere a queste domande chiedetevi a chi appartiene il denaro al momento della sua creazione e scoprirete che tutto il denaro viene prodotto come debito di Stati e cittadini verso il sistema bancario! I banchieri regnano grazie al denaro-debito!
 
 
 DEBITORI DALLA NASCITA

“Debitori dalla nascita”: questa frase non è solo il titolo del nuovo libro del giornalista Rossano Orlando, ma la fotografia di una condizione cui tutti siamo soggetti.
Ogni cittadino, dal neonato al pensionato, è infatti oggi gravato da un debito di 30.000 euro. Questa somma incontestabile deriva dalla divisione del debito pubblico, che a gennaio 2011 ha toccato il record di 1879,9 miliardi di euro, per il numero della popolazione della nostra penisola.
Si tratta di un fenomeno tutto e solo italiano? Certamente no! Basta, infatti, prendere in considerazione i dati sull’indebitamento pubblico e privato di paesi quali l’Inghilterra, la Germania, la Francia, la Spagna, gli Stati Uniti per rendersi conto immediatamente che il debito non è una realtà italiana ma pressoché ubiquitaria: tutte le nazioni, sia quelle del mondo industrializzato sia quelle del terzo mondo, sono affette da questo grave male sociale, che colpisce indistintamente i conti pubblici degli Stati, i privati cittadini, le aziende.
A questo punto una domanda si impone: come è possibile che siamo tutti indebitati? Indebitati verso chi? Se c’è un debito di norma deve esistere anche un credito. Chi sono allora i creditori verso cui siamo indebitati?
Il libro di Rossano Orlando cerca di dare una risposta a queste domande, sulla base dei dati e delle informazioni oggi in nostro possesso, guidandoci con la bussola del senso comune all’interno di un mondo che a primo acchito sembra complicato ma in realtà non lo è: il mondo del denaro.
L’apparente complessità della questione monetaria si semplifica infatti non appena venga posta la questione centrale: chi è il proprietario del denaro al momento della sua emissione e quali sono le conseguenze economico-sociali di ciò?
Scopriremo così che oggi la moneta viene creata dal nulla (fiat money) dal sistema bancario, che poi lo impresta a terzi, Stati e cittadini.
Scopriremo che il debito pubblico non è un incidente di percorso di un sistema per il resto perfettamente congegnato, ma l’ineluttabile e nefasta conseguenza del fatto che tutto il denaro nasce come debito e pertanto gli Stati devono chiedere in prestito la moneta che gli spetterebbe di diritto.
Scopriremo ancora che tasse e debito pubblico sono due fattori strettamente correlati, perché là dove lo Stato è costretto ad indebitarsi non potendo disporre della propria moneta, sarà anche costretto ad imporre tasse per pagare i debiti contratti con chi ha il monopolio di creare il denaro, e cioè il sistema bancario.
Il libro di Rossano Orlando però non ci aiuta solo a capire le radici e le cause profonde dell’indebitamento generalizzato; seguendo il pensiero del Prof Giacinto Auriti, ci indica anche la via per una possibile soluzione al problema, quella stessa via che il Prof Irving Fisher, dell’Università’ di Yale, Stati Uniti, tracciò nel lontano 1934 durante la “Grande Depressione”: restituire allo Stato ed ai cittadini la proprietà della moneta al momento dell’emissione ed impedire al sistema bancario di creare denaro, come invece succede ora.
In un momento di così grave crisi economico-sociale pensiamo sia opera quanto mai utile riflettere insieme su questi temi.
(dal 7° CONVEGNO SUL DENARO-DEBITO del 25 MARZO 2011)
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